20 mar

L'illusione della liquidità

La tendenza al risparmio degli italiani è una caratteristica storica, che ci distingue dal resto delle nazioni europee e del mondo. Già prima della pandemia, la quantità di denaro “parcheggiato” dagli italiani sui conti correnti era molto elevata, ma i timori legati alla crisi economica derivante dal Covid-19 hanno incrementato ancora di più i risparmi. Secondo gli ultimi dati pubblicati dall'ABI (Associazione Bancaria Italiana), la liquidità sui depositi ha raggiunto quota 1.800 miliardi.

Senza una chiara prospettiva economica, imprese e cittadini tendono a rimandare gli investimenti e le spese più importanti. Il risultato è un aumento del denaro "fermo" sui conti correnti, una sorta di “consolazione” quasi fisica che dà sicurezza nell’eventualità di affrontare momenti difficili. Durante i mesi della pandemia la tendenza al risparmio degli italiani è cresciuta come mai prima. 

Ma siamo sicuri che lasciare i soldi sui conti correnti sia la soluzione più adatta?

Gli aspetti da considerare, prima di rispondere, sono molti. Considerando solo quelli principali, la prima evidenza è che lasciando il denaro sui conti correnti – o peggio ancora disinvestendo denaro per mettersi liquidi – si rischia di non partecipare ai rialzi di mercato. Un esempio concreto lo abbiamo avuto proprio nei mesi immediatamente successivi alla prima ondata pandemica, quando molti investitori, presi dal panico di fronte ai pesanti ribassi di Marzo, hanno deciso di disinvestire per “salvare il salvabile”. Ebbene, il risultato è stato perdersi i consistenti rialzi di mercato dei mesi immediatamente successivi. L'analisi storica dei mercati finanziari evidenzia che gli stessi tendono a recuperare le perdite accumulate durante le crisi, proprio come è successo dopo quella del 2008.

Ma lasciando i risparmi sui conti non si rischia solo di non beneficiare dei rialzi di mercato, ovviamente a patto di investire con tutte le tutele del caso e avvalendosi di professionisti. Ci sono costi più o meno nascosti, infatti, che vanno ad intaccare il capitale accumulato con fatica e sacrifici. 

Il primo è l’imposta di bollo fissa (34,20 euro), che viene pagata sui conti con giacenza media di almeno 5000 euro e che diventa proporzionale nel caso dei conti deposito (0,20% annuo del controvalore depositato).

Il secondo, più subdolo perché non immediatamente visibile, è l’inflazione che potremmo definire come una tassa occulta

L’inflazione negli ultimi anni è rimasta molto bassa, anche se una piccola crescita c’è comunque stata, ma non bisogna dimenticare che l’obiettivo della Bce è portarla intorno al 2% annuo e che, in vista di una ripresa dell’economia grazie ai vaccini, sta diventando sempre più concreta la possibilità di un risveglio delle pressioni inflazionistiche. Di fatto, lasciando i soldi sul conto si va incontro alla perdita del potere d’acquisto. Per questi motivi, dunque, non è sbagliato parlare di “illusione della liquidità” quando i risparmi vengono lasciati sui conti correnti.

Come le macchine da corsa, il denaro lasciato inerte perde sprint. Quando non prosciuga in spese di manutenzione.

In una logica di pianificazione finanziaria i soldi sul conto corrente dovrebbero servire solo a scopo di tesoreria: fare la spesa, andare al ristorante, coprire qualche eventuale costo extra durante il mese (piccoli imprevisti). Il resto dovrebbe essere investito per raggiungere i propri obiettivi di vita. 

Ed infatti, investire significa proprio “risparmiare per”, ossia pianificare, dare nome e significati ai propri obiettivi. Significa strutturare un percorso da seguire con metodo, aiutati e supportati da coloro che a questo compito sono adibiti.


Contattami per una consulenza GRATUITA personalizzata.

TI POTREBBERO INTERESSARE ANCHE